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La sua splendida infanzia Fiorentina lo cresce come persona audace, curiosa e estremamente portata per la meccanica, amante dei primi motori e delle motociclette, studiò a Firenze e la sua curiosità giovanile di conoscere nuovi posti lo portò in Francia dove conosce Catherine Leroy Danton. Nel 1912 lo troviamo comunque in Francia capo pilota della Navigation Aérienne a Parigi. Nel maggio dello stesso anno fu il primo Italiano ad attraversare il canale della Manica in volo. In seguito ottenne anche il brevetto italiano numero 128 della Federazione Aeronautica Internazionale d'Italia, scuola del grande Mario Calderara. A fine dell'anno 1913 si sposto assieme a Catherine a vivere a Lucca in Toscana dove nel 1914 nasce suo figlio Giuseppe Cesare Nardini. Non si hanno documenti se la sua unione sia stata di matrimonio o naturale. Poco dopo rimase vedovo dalla sua compagna e con suo figlio si spostò di zona per arruolarsi presso la futura Regia Aeronautica Italiana. Il 24 maggio del 1915 si arruolò come volontario nel Battaglione aviatori. Pur avendo già 34 anni, vista l'esperienza maturata non ebbe problemi a farsi reclutare. Il primo anno lo passò come collaudatore di velivoli e come esaminatore meccanico ufficiale di squadra.






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